Napoli EST

L’architettura della periferia di Napoli s’identifica, spesso, negli edifici delle “Vele” di Scampia a nord della città. Dall’altro capo c’è il quartiere di Ponticelli. Napoli est non possiede un simbolo estetico così evidente, ma racchiude una serie di particolari interventi di edilizia popolare che, per cinquant’anni, hanno tentato di sfoltire il sovraffollamento della città.. Negli ultimi decenni l’obiettivo primario è stato la rivalutazione del territorio attraverso diversi interventi: il contributo artistico di Daniel Buren sull’edificio dell’Arin, la costruzione dell’Ospedale del Mare, il progetto della “Città del libro”, una nuova fermata della circumvesuviana. Il progetto racconta il tentativo da parte della città campana di trasformare l’area di Ponticelli da dormitorio a quartiere vivibile attraverso l’integrazione di servizi. Grazie alla fotografia gli spazi urbani divengono inattesi, polimorfi, sospesi tra realismo e immaginazione. Il progetto non riproduce la realtà del luogo soltanto per quello che appare, ma si pone al di là della documentazione oggettiva, invitando a un coinvolgimento, oltre che mentale, anche emotivo. Un coinvolgimento che si è tramutato, nel tempo, in una ricerca visiva volta a raccontare e a riflettere sull’ambiguità del paesaggio postmoderno, un paesaggio in cui tramonta la figura umana ed emerge lo sfondo.